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IL TRIBUNALE DI BARI DICE SI AL CONCORDATO SAEM

Saem Energie Alternative, «sì» al concordato

Ora si punta al rilancio dell’azienda

I proprietari dell’azienda: «Il provvedimento ridarà fiato ai lavoratori e ai fornitori»

BARI - Il Tribunale di Bari ha omologato il concordato preventivo della Saem Energie Alternative di Altamura. L’impresa, che opera nel settore fotovoltaico, può adesso guardare al futuro: «Il provvedimento - commentano Franco Maggi e Angelo Colonna, soci fondatori dell’azienda - ridarà fiato ai lavoratori e ai fornitori. Siamo riusciti a portare la Saem fuori da una momentanea fase di crisi dovuta a fattori esterni e congiunturali». Il collegio del Tribunale - presidente Giuseppe Rana e giudici Sergio Cassano e Valentino Lenoci - ha disposto il rigetto definitivo delle istanze di fallimento e dei motivi di opposizione presentati da pochi creditori, dichiarando omologata la proposta.

La proposta di concordato preventivo in continuità aziendale presentata da Saem, che ha ricevuto il favore della maggioranza dei creditori che l’hanno approvata con una percentuale di oltre il 60 per cento, in un primo tempo aveva dovuto affrontare la battuta di arresto disposta dal Tribunale che, il 1° aprile 2014, aveva rigettato la richiesta di omologazione dichiarando il fallimento della società.

A luglio la prima sezione civile della Corte d’appello di Bari - presidente relatore Vito Scalera e consiglieri Vittorio Gaeta e Salvatore Russetti - aveva revocato il fallimento dell’impresa, demandando al Tribunale una nuova valutazione della proposta. «L’omologa - aggiungono i soci fondatori Maggi e Colonna - ha premiato la buona gestione imprenditoriale della Saem che continua a registrare ricavi: un risultato raggiunto anche grazie all’impegno di tutti i lavoratori e delle aziende subappaltatrici che hanno dimostrato fiducia nella nostra capacità di ripresa». Analoga soddisfazione per l’omologazione hanno manifestato i sindacati e i lavoratori: il provvedimento permetterà al Ministero del Lavoro di concedere la cassa integrazione straordinaria e salvaguardare pertanto l’occupazione. «Ci auguriamo che la società a questo punto sia salva. Abbiamo dovuto affrontare situazioni delicate - hanno dichiarato l’avvocato Alceste Campanile firmatario della proposta di concordato e il commercialista Danilo Nitti, advisor della società - sia nella fase di predisposizione della proposta, sia nel corso dell’intera procedura, tenuto conto della necessità di conciliare la rilevante situazione debitoria di oltre 40 milioni di euro con l’esiguità delle risorse. E questo nonostante un credito vantato dalla Saem pari a circa 56 milioni».

Tratto da Corriere.it

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